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PRIDE MONTH

PRIDE MONTH
LE NOSTRE INIZIATIVE A SOSTEGNO DELLA COMUNITA
LGBTQIA+

 

 

PARATA TORINO PRIDE
15 giugno h 16.30
pride

Il gruppo kinky si ritroverà alle 16.30 in corso Principe Eugenio.
Il ritrovo preciso per il nostro gruppo verrà presto indicato 

Gruppo telegram KinkyPride 2024

NB: si ricorda che durante la parata non si possono consumare bevande in vetro, preghiamo tuttǝ a rispettare le disposizioni vigenti per vivere un Pride più sereno e felice.

Informazioni Generali Torino Pride 2024
Percorso

pride

POSTPRIDE PARTY

 

In via di definizione

pride

PROGETTO FOTOGRAFICO
#IOLEGOPERSONE

🌈📸 Unisciti a noi per un’esperienza unica durante il Pride Month!

Abbiamo organizzato un set fotografico gratuito, speciale che celebra le diversità e le unicità di ognuno di noi con il tema “#IOLEGOPERSONE”. Utilizzeremo corde colorate (e non) per rappresentare la bellezza delle differenze che rendono il nostro mondo così speciale.

🌟 Quando? Domenica 23 giugno!
📍 Dove? Al FunLab Torino!
🎉 Cosa faremo? Una giornata di scatti fotografici divertenti e senza impegno. E perché no, organizziamo anche una pizzata tutti insieme a metà giornata!

Le foto verranno condivise sui nostri canali, ovviamente con il vostro consenso, e avrete la possibilità di avere le vostre copie. Non preoccupatevi, rispetteremo la vostra privacy e censureremo gli scatti se necessario.
Ci piacerebbe usarle anche per una eventuale mostra fotografica!

💬 Partecipa e celebra con noi! Non vediamo l’ora di vedere il vostro sorriso e condividere questa giornata speciale.

è richiesta una “prenotazione” per capire anche come gestire i vari set

#PrideMonth #IOLegoPersone #CelebratingDiversity #FunAndPhotos #JoinUs #FunLabTorino

pride

 

 

La parata del Pride (letteralmente parata dell’orgoglio), nota anche come Pridemarcia dell’orgoglio LGBT, è una manifestazione pubblica aperta a tutti (indipendentemente dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere) per celebrare l’accettazione sociale e l’auto-accettazione delle persone lesbichegaybisessualitransgenderasessualinon-binarieintersessuali e queer, dei relativi diritti civili e legali e più in generale l’orgoglio gay. La manifestazione spesso serve anche per rivendicare diritti localmente non ancora acquisiti come il matrimonio tra persone dello stesso sesso o legislazioni meno discriminatorie, più inclusive o tutelative delle persone LGBTQIA+. Questo tipo di evento si svolge in moltissime nazioni del mondo, nella maggior parte dei casi con cadenza annuale e nel periodo del mese di giugno per commemorare i moti di Stonewall avvenuti a New York, momento di svolta epocale per quanto riguarda il movimento LGBTQ+ moderno.[1]

Nel 2019, la parata di New York che celebrava il 50º anniversario dei moti di Stonewall è risultata essere il pride più numeroso di sempre, con cinque milioni di partecipanti nella sola Manhattan.[2

Anche i cortei dal tono più festoso mantengono momenti dedicati al ricordo delle vittime dell’AIDS e della violenza omofoba. Gli eventi più importanti sono finanziati dalle istituzioni pubbliche e da sponsor privati e in alcuni casi promosse come attrazione turistica delle città ospitanti. In alcune nazioni questi eventi vengono chiamati anche “Pride Festival” e si svolgono in parchi pubblici o aree pedonalizzate delle città, con tanto di chioschi informativi, concerti musicali, ristoranti e bar all’aperto, concorsi ed eventi sportivi. La linea di demarcazione tra spettatori e partecipanti in alcuni casi non è netta, mentre lo diviene chiaramente nei casi in cui compaiono episodi di ostilità.

Sebbene ai moti di Stonewall e agli avvenimenti successivi parteciparono a pieno titolo donne lesbiche e persone transgender e bisessuali, oltre che omosessuali maschi di ogni colore e provenienza sociale, storicamente questi eventi vennero chiamati gay, termine che all’epoca esprimeva in senso generale tutto l’intero spettro che costituisce la comunità LGBTQ+.[29][30]

A cavallo tra gli anni settanta e gli anni ottanta, con il cambio generazionale e la progressiva scomparsa o disimpegno dei partecipanti diretti ai moti di Stonewall e degli organizzatori dei primi eventi, avvenne anche un cambio nel linguaggio, con l’introduzione di terminologie più precise e inclusive, che talvolta provocarono resistenza soprattutto tra le comunità meno informate sugli eventi storici,] e cambiamenti nel nome delle manifestazioni, qualificate prima come “gay e lesbica” e infine LGBTQ+ o semplicemente “Pride”.
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